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Gino Colapietro Stampa
Artisti - Puglia

gino colapietro autoritrattoGino Colapietro è nato nel 1955 a Casamassima (BA). Fin da piccolo ha avuto uno spiccato trasporto e curiosità per la pittura.
Nel 1968 partecipa al primo concorso chiamato “En Plein Air” bandito dal comune di Casamassima.
Seguono diverse iniziative pubbliche e concorsi a cui partecipa in diversi comuni della Puglia quali Castellana Grotte, Acquaviva delle fonti, Canosa, Maruggio, Taranto.
Dal 1993 al 1996 esegue un importante ciclo di affreschi (circa 240 mq) nella Basilica di S. Sebastiano – Barcellona P.G. (Messina).
Altra importante operata dell’artista pugliese è la realizzazione di un piccolo ciclo di affreschi in una cappelletta privata (D. Bianco) e l’esecuzione di un medaglione in bronzo dedicato ad Aldo Moro. Da ricordare inoltre l’esecuzione del portale in bronzo della chiesa S. Croce di Casamassima (BA).

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Il suo sito si trova nel network Artevista: www.artevista.it/gino-colapietro

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Giò Ross (Giovanni Rossi) Stampa
Artisti - Marche

Giovanni Rossi, in arte Giò Ross, nasce a Urbino il 5 aprile 1972. Si forma presso l’Istituto d’Arte di Urbino, dove consegue nel 1991 il Diploma di Maturità d’arte applicata, sezione di arte della grafica e dell’incisione. Nel 1996 si laurea in D.A.M.S. (Indirizzo delle arti)  all’Università di Bologna e nel 2003 consegue l’Abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte.
Sono ormai più di trenta le mostre al suo attivo, gran parte delle quali personali. Ad un anno dalla prima personale è invitato a Milano ad esporre alla collettiva “Viaggio al termine del ‘900″. Tra  le esperienze più significative ricordiamo l’esecuzione della scenografia per il balletto l’”Ignota” al Teatro Sperimentale di Pesaro, la scenografia  per il concerto della cantante Antonella Ruggiero al Teatro Regio di Parma e la mostra personale “Nel segno dell’evoluzione” presso le sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino. Ha esposto al Centro Arti Visive  “la Pescheria di Pesaro”. Nel mese di settembre 20009 ha esposto a Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e sta preparando la personale alla Cascina Roma di San Donato milanese.

Per contattare l’artista, scrivete alla redazione di Artevista: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Castello Brancaleoni - Piobbico (PU) Stampa
Tesori - Marche

castello brancaleoni piobbico panorama

La storia di Piobbico è racchiusa nel Castello Brancaleoni (sec. XIII - XVII) che domina l’abitato dall’alto di una collina, e nel Borgo Medievale che si adagia sul fianco della collina stessa.

Il Borgo (Borghetto) è un complesso medievale che forma con il castello un tutto armonico, ed è chiuso da due porte, una al limite del ponte sul fiume Candigliano, l’altra dalla parte della via Cupa, sotto la chiesa di S. Pietro, eretta nel XIV sec. ed ampliata del 1773.
Il Castello fu oggetto di notevoli interventi, le aggiunte, modifiche e le diverse decorazioni di susseguono a ritmo incessante dal tardo medioevo fino al 600 inoltrato.
I Brancaleoni, probabili discendenti dei Longobardi, abbandonato il primo fortilizio di Mondelacasa (ancora oggi sono visibili i resti di imponenti muraglie arroccate su un picco sotto il M. Nerone, dette Muracci) edificarono il fortilizio nel XIII sec. su antiche preesistenze della comunità piobbichese (Publicum) individuabili ancora nell’ala nord-est del palazzo.
Il Castello Brancaleoni è stato oggetto negli ultimi anni di un sapiente restauro ad opera della impresa Carli che lo ha riportato al suo antico splendore, ridonando al visitatore uno dei più bei palazzi del Montefeltro.

Orario Visite
Giorni Feriali 09,00 - 12,00 15,30 - 18,30
Giorni Festivi 10,30 - 13,00 15,30 - 18,30
Chiuso il lunedì

Per effettuare le visite guidate nei giorni feriali telefonare al numero 0722.986225
oppure al curatore del museo ( 333.4509981)

palazzo Brancaleoni Piobbico (PU)Il Castello Brancaleoni  sorge sulla collina che domina la confluenza del Candigliano col Biscubio, sulla quale sono documentati insediamenti di epoca pre-Romana. Nel corso del Medioevo su quello stesso sito venne edificato il castrum di Piobbico: esso a partire dal XIII secolo fu progressivamente occupato dalla famiglia Brancaleoni, che vi stabilì la propria dimora, abbellita e sistemata in forma monumentale fino a raggiungere tra XVI e XVII secolo l’assetto attuale. Pregevole per il sovrapporsi armonioso di vari corpi di fabbrica e vari stili architettonici, il palazzo vanta affreschi e decorazioni a stucco, opera di F. Brandani.

Pregevoli da visitare sono:

Il Cortile d’onore (Palazzo Brancaleoni)
Il cortile d’onore fu ideato e fatto costruire dal Conte Guido Antonio I, capitano del Duca Federico di Montefeltro. La costruzione risale al decennio 1470-1480.
Infissa nella parete sud del cortile possiamo trovare l’arme del Duca d’Urbino, consegnato ai Brancaleoni dallo stesso Federico dopo la concessione del titolo Ducale e del Gonfalonerato (1474). Questo cortile rettangolare, circondato da un portico ad arcate sostenute da colonne doriche, richiama il più ampio e maestoso cortile del Palazzo di Urbino.

La Camera Greca (Palazzo Brancaleoni)
A destra dell’entrata della sala del “Leon d’Oro” si apre l’ingresso alla “Camera Greca”. Camera del Conte Antonio II,
affrescata con episodi di storia e di mitologia Greca realizzati nel 1585 da Giorgio Picchi, scultore durantino, mentre gli stucchi sono opera della scuola del Brandani, in quanto lo scultore, morto nel 1575, non riuscì a terminare l’opera. Sulla porta d’ingresso possiamo notare lo stemma della famiglia “Cappello”, a cui apparteneva Laura, moglie del Conte Antonio.


All’interno della dimora storica è situato il Museo “Brancaleoni”

Il Museo, è diviso in sette sezioni, visitabile nei seguenti orari:
feriale: 9.00-12.00/15.00-18.00
festivi: 10.30-13.00/15.00-18.30

di particolare pregio l’Esposizione permanente:
Abiti e Gioielli di una Nobile Casata.
Gli abiti senza tempo della collezione Rigi Luperti: i vestiti ritrovati dalla contessa Clorinda dei conti di Rocca Leonella e Montegrino sono giunti miracolosamente sino a noi non senza aver subito restauri strutturali ed adeguamenti alle nuove esigenze. Abiti singolarmente ricchi, sfoggiati sicuramente in occasioni particolari come feste, cerimonie, parate, forse anche nel corso di allestimenti teatrali presso la corte urbinate.

Testimonianza della storia di Piobbico la troviamo nelle
arte Strutture Romane e Medievali

Le strutture antiche sono state ritrovate durante i lavori di restauro di una casa del centro storico di Piobbico. Al centro
dell’area di sedime della casa è venuta alla luce una fornace, che presenta due (ma forse anche tre) camere di cottura distinte
ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell’aria calda. Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le due bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra, che funge ad un tempo da contenimento e da facciata.

Orario visite: 1° e 3° venerdì del mese: mattino
10,00-12,00; pomeriggio 16,00-18,00.
Viale G. Marconi / Via Kennedy

 
La città di Nepi e le sue fortificazioni Stampa
Tesori - Lazio
(Articolo scritto dal dott. Matteo Faltoni - Grottaferrata / RM)
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Case Romane del Celio Stampa
Tesori - Lazio

celioRoma - Un viaggio nella Roma sotterranea in una sequenza di sale affrescate tra scene pagane e testimonianze cristiane,vicoli, ninfei e terme. Alle pendici del Celio, sul Clivo di Scauro tra il Colosseo e il Circo Massimo, è stato riaperto nel 2002 un sito di straordinario interesse artistico e religioso. Le domus romane del Celio (domus: tipologia di abitazione utilizzata nell'antica Roma,era un domicilio privato e si distingueva dalla Villa suburbana sita fuori dalla città) note anche come la casa dei martiri Giovanni e Paolo, racchiudono oltre quattro secoli di storia e testimoniano il passaggio e la convivenza tra paganesimo e cristianesimo. I vasti ambienti affrescati in origien botteghe e magazzini di un edificio popolare a piu' piani (insula) furono trasformati nel corso del III sec. D.C in un'elegante domus. Al loro interno bellissimi affreschi di età tardo-anica. Ottimo lo stato di conservazione degli affreschi presenti nella Sala dei Geni, nel Ninfeo Prosepina, nella Sala dell'Orante.

Info: Sottostanti la basilica di Ss. Giovanni e Paolo

tel: 06.70454544 

Sito web: www.caseromane.it Orario: 10.00-13.00 / 15.00 -18.00

 
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